• Giambatista Beccaria (1716-1781)

    Nato a Mondovì (Cuneo), il 3 ottobre 1716, da Giovanni Battista e da Anna Maria Ingalis. Nel 1732 cominciò il noviziato presso l’Ordine degli scolopi a Frascati e assume, nel 1734, il nome di Giambatista. Studiò a Roma e a Narni, dove iniziò ad insegnare nel 1737. Dopo aver ricevuto altri incarichi d’insegnamento nelle case scolopie di Urbino e di Palermo fu, nel 1744, richiamato a Roma a coprire la cattedra di filosofia nella scuola madre di S. Pantaleo, e nel 1747 fu nominato professore di filosofia del Collegio Calasanzio. A Torino, Vittorio Amedeo II aveva riorganizzato l’Università, prescrivendo nuove costituzioni, e il suo successore Carlo Emanuele III, chiamò Beccaria alla cattedra. Il nome di Beccaria fu espressamente indicato dal marchese Giuseppe Francesco Morozzo, riformatore dell’università.Lo stesso Morozzo, avendo saputo delle recenti scoperte elettriche di Benjamin Franklin, come narrato da Anton Maria Vassalli Eandi nella sua biografia su Beccaria, e delle esperienze di Delor e Thomas F. Dalibard in Francia (1752), avrebbe suggerito a Beccaria di rafforzare la propria posizione studiando questi fenomeni. Beccaria seguì il consiglio al punto di pubblicare la sua opera più nota, intitolata “Elettricismo artificiale e naturale” nel 1753. Il testo parte dal concetto frankliniano di un fluido unico "positivo" o "negativo" e altre ipotesi frankliniane, affiancandole da descrizioni sperimentali. Il volume è diviso in due libri, il primo dedicato all’elettricismo artificiale, il secondo all’elettricismo naturale. Nel 1776 l’opera fu tradotta in inglese a cura della Royal Society e intitolata “A treatise upon artificial electricity, in which are given solutions of a number of interesting electric phenomena hitherto unexplained. To which added an Essay on the mild and slow electricity which prevails in the atmosphere during seren weather“.L’Elettricismo artificiale e naturale rimane forse l’opera principale del Beccaria, Un altro lavoro importante fu la misura del gradus taurinensis, che gli attirò critiche avverse per l’irregolarità dei metodi, e risultati assai divergenti da quelli ottenuti altrove, e finì con il trascinarlo in una polemica con l’astronomo francese Dominique Cassini. Beccaria fu inoltre autore di un importante cambiamento nell’insegnamento della fisica fondandolo da un lato sull’approccio matematico nello studio dei fenomeni naturali, e dall’altro sul metodo sperimentale con stampo galileiano e newtoniano. La ricerca scientifica di Beccaria fu caratterizzata dall’esigenza di passare dal qualitativo al quantitativo, definendo la fisica come la ricerca di quelle proprietà che si possono scorgere nei corpi. Egli si propose di stabilire condizioni, limiti e regole della fisica sperimentale, dando forte importanza all’esperimento inteso come il momento in cui l’esperienza viene ripetuta e descritta in termini matematici

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